Trasporti: Ue invita Lussemburgo, Polonia e Portogallo a istituire registri nazionali

L’Unione europea ha invitato Lussemburgo, Polonia e Portogallo a rispettare le sentenze della Corte di giustizia relative al buon funzionamento del mercato interno del trasporto stradale. In tre sentenze del 2016, la Corte ha constatato che questi Stati membri erano in violazione della normativa comunitaria (regolamento (CE) n. 1071/2009) per non aver stabilito registri elettronici nazionali delle imprese stradali e per non aver interconnesso i registri degli altri Stati membri.

I registri elettronici nazionali delle imprese stradali sono database che contengono alcune informazioni (come il nome, l’indirizzo e il numero di veicoli) su tutte le società che sono state autorizzate a svolgere operazioni commerciali da uno Stato membro. La legislazione dell’UE richiede che questi registri nazionali siano interconnessi per creare un registro europeo delle imprese di trasporto stradale (ERRU). Questo registro a livello europeo consente un migliore scambio di informazioni tra gli Stati membri e una migliore attuazione della legislazione esistente, compreso “l’acquis” sociale. Garantisce inoltre che i trasgressori possano essere identificati quando commettono reati all’estero. Ciò si traduce in un mercato interno migliore e socialmente più equo per i trasporti.

Fino ad ora, Lussemburgo, la Polonia e il Portogallo non hanno stabilito e interconnesso i loro registri nazionali e non hanno pertanto rispettato le sentenze della Corte. La Commissione ha dunque esortato questi Stati membri a farlo rapidamente inviando loro una lettera di diffida ai sensi dell’articolo 260, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE). I tre Paesi hanno ora due mesi di tempo per notificare alla Commissione le misure adottate per garantire il rispetto delle sentenze. Qualora non dovessero farlo saranno deferite alla Corte di Giustizia.

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